Dunque, se da un lato la melanina ha bisogno di 3 giorni per fissarsi sulla pelle e regalare così l’abbronzatura, dall’altro lato se non viene stimolata dura lo spazio di 3 settimane. Motivo? Il ciclo cellulare della pelle che, normalmente dura 28 giorni, con l’abbronzatura dura 21 giorni.

A questa notizia aggiungiamo che l’abbronzatura è una difesa della pelle dai raggi UVB, quindi una condizione transitoria. Ma come far si che l’abbronzatura si mantenga? Va chiarito che non è la doccia a lavare via l’abbronzatura, ma al massimo i colpevoli sono i detergenti aggressivi, ricchi di tensioattivi che fanno molta schiuma.

Al ritorno delle vacanze, quindi, utilizziamo i bagnodoccia “dolci”. In commercio la scelta è ampia, ma i più consigliati sono i detergenti ricchi di oli e creme idratanti. Inoltre, fare un bagno in acqua tiepida in cui si è versato abbondante tè nero ravviva il colorito.

Proseguiamo così con un abbondante idratazione quotidiana, usando doposole al burro di karitè o una crema idratante a base di acido ialuronico DUE VOLTE AL GIORNO. Una mossa super nutriente è quella di utilizzare OLI DOPO BAGNO, da applicare quando la pelle è umida.

Passiamo ai trucchi! In alternativa alle creme idratanti si possono utilizzare lozioni apposite al prolungamento dell’abbronzatura. In commercio ci sono vari tipi di trucchi, sia in farmacia che in profumeria. Alcune formulazioni abbronzano gradatamente con effetto naturale, e quindi mantengono il colorito. Altre donano invece una vera e propria tintarella.

Rinunciamo però alle creme che non vanno mai usate, come ad esempio quelle formulate con gli acidi esfolianti, alfa-idrossiacidi, acido salicilico, glicolico, che accelerano il ricambio cellulare e tendono così a schiarire la pelle. Mi raccomando, no abbronzatura no party.

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